Story:
Un breve itinerario che tralascia i grandi centri abitati per addentrarsi in zone poco frequentate e poco abitate tra casolari, aziende e paesaggi da cartolina
Un breve itinerario che tralascia i grandi centri abitati per addentrarsi in zone poco frequentate e poco abitate tra casolari, aziende e paesaggi da cartolina
Tips:
L’itinerario comincia a Lucignano d’Arbia, un piccolo borgo attraversato dall’Antica Via Francigena e racchiuso fra due imponenti porte di accesso, all’interno delle quali si conserva un minuscolo ma suggestivo centro storico. Al centro dell’abitato la romanica Pieve di San Giovanni Battista. Appena fuori la porta sud il bel giardino pubblico con tavolo ombreggiato, fontana e giochi per bambini è il luogo ideale per una sosta ristoro. Usciti da Lucignano e preso il bivio per Caggiolo si attraversa l’Arbia e si prosegue, paralleli alla Cassia, sulla sponda sinistra del fiume, coltivata a girasoli e grano. Ben presto un filare di cipressi vi condurrà sulla cresta della inconfondibile collina argillosa che ospita la Villa di Montauto, oggi residenza privata di un noto politico tedesco, un tempo piccolo comunello medievale. Da qui inizia la discesa che vi porterà fra spettacolari calanchi argillosi sulla riva destra dell’Ombrone. Lungo questo tratto pianeggiante non è raro incontrare cerbiatti nonché il più noto fantino del Palio di Siena che proprio qui ha la sua dimora. Tornati sull’asfalto vi dirigerete al bivio in cui si imboccherà la Lauretana in direzione Siena. Dopo un primo pezzo di salita la strada si fa più panoramica. Una breve sosta a Vescona consente ampie vedute sul maestoso paesaggio circostante sino a scorgere verso Nord le colline del Chianti. L’itinerario poco dopo Vescona prevede invece di piegare in direzione sud, seguendo le indicazioni per San Martino in Grania. Qui la campagna si riappropria della sua vocazione agricola rendendo il paesaggio un po’ meno patinato ma non per questo meno seducente. Non sarà semplice per il viaggiatore rendersi conto di essere giunti a San Martino in Grania. Di questo antico comunello della cui esistenza si ha notizia sin dal 1038 rimane ben poco. L’antica pieve che sorge sulla cima di una collinetta è ridotta allo stato di un rudere. Ora il percorso in discesa vi condurrà al fortilizio di San Fabiano antico ospedale per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, poi dimora degli Angioini e oggi lussuoso relais per vacanze e matrimoni. Da qui superato un breve tratto di strada asfaltata la strada torna a lambire la riva sinistra del fiume Arbia per riassaporare il paesaggio di basse e ondulate colline che nel periodo della fioritura dei girasoli regala vedute indimenticabili. Qui, nei pressi di Caggiolo ci ricongiungiamo al nostro itinerario di andata e in pochi minuti si può fare ritorno a Lucignano d’Arbia, nostro punto di partenza.
L’itinerario comincia a Lucignano d’Arbia, un piccolo borgo attraversato dall’Antica Via Francigena e racchiuso fra due imponenti porte di accesso, all’interno delle quali si conserva un minuscolo ma suggestivo centro storico. Al centro dell’abitato la romanica Pieve di San Giovanni Battista. Appena fuori la porta sud il bel giardino pubblico con tavolo ombreggiato, fontana e giochi per bambini è il luogo ideale per una sosta ristoro. Usciti da Lucignano e preso il bivio per Caggiolo si attraversa l’Arbia e si prosegue, paralleli alla Cassia, sulla sponda sinistra del fiume, coltivata a girasoli e grano. Ben presto un filare di cipressi vi condurrà sulla cresta della inconfondibile collina argillosa che ospita la Villa di Montauto, oggi residenza privata di un noto politico tedesco, un tempo piccolo comunello medievale. Da qui inizia la discesa che vi porterà fra spettacolari calanchi argillosi sulla riva destra dell’Ombrone. Lungo questo tratto pianeggiante non è raro incontrare cerbiatti nonché il più noto fantino del Palio di Siena che proprio qui ha la sua dimora. Tornati sull’asfalto vi dirigerete al bivio in cui si imboccherà la Lauretana in direzione Siena. Dopo un primo pezzo di salita la strada si fa più panoramica. Una breve sosta a Vescona consente ampie vedute sul maestoso paesaggio circostante sino a scorgere verso Nord le colline del Chianti. L’itinerario poco dopo Vescona prevede invece di piegare in direzione sud, seguendo le indicazioni per San Martino in Grania. Qui la campagna si riappropria della sua vocazione agricola rendendo il paesaggio un po’ meno patinato ma non per questo meno seducente. Non sarà semplice per il viaggiatore rendersi conto di essere giunti a San Martino in Grania. Di questo antico comunello della cui esistenza si ha notizia sin dal 1038 rimane ben poco. L’antica pieve che sorge sulla cima di una collinetta è ridotta allo stato di un rudere. Ora il percorso in discesa vi condurrà al fortilizio di San Fabiano antico ospedale per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, poi dimora degli Angioini e oggi lussuoso relais per vacanze e matrimoni. Da qui superato un breve tratto di strada asfaltata la strada torna a lambire la riva sinistra del fiume Arbia per riassaporare il paesaggio di basse e ondulate colline che nel periodo della fioritura dei girasoli regala vedute indimenticabili. Qui, nei pressi di Caggiolo ci ricongiungiamo al nostro itinerario di andata e in pochi minuti si può fare ritorno a Lucignano d’Arbia, nostro punto di partenza.
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artecibo, Crete, elicona, toscana, tuscany, siena, sienna, Asciano, San Martino Grania, Montacuto, Caggiolo, Vescona, San Fabiano
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