Story:
Terzo tratto piemontese della via francigena seguendo il percorso ufficiale AEVF 'Associazione Europea delle Vie Francigene'
Ultimi chilometri tra le colline ed i boschi della Serra di Ivrea ed inizio della piatta Pianura Padana. Itinerario ben segnalato, metà su sterrate e metà su asfalto.
Lasciamo l'auto all'uscita del paese di Viverone. Passiamo sotto al castello di Roppolo, dove la Ca' dla Pulenta merita un waypoint (per la volta prossima). Dopo un bel tratto sterrato nei boschi entriamo in Cavaglià e troviamo un bar curiosamente aperto alla domenica. Ancora per poco, perchè chiude alla mezza. Il tempo di rifocillarci con qualcosa di caldo e si riparte.
Davanti all'ostello di Cavaglià ci prendono per due francigeni "originali" (e la cosa ci inorgoglisce) dicendoci che le chiavi bisogna andarle a prendere in un certo posto. Assicuriamo che siamo (strani) autoctoni in viaggio verso Santhià.
In uscita dal paese incontriamo la chiesa dal nome originale di Santa Maria di Babilone. Una bella chiesa (per lo meno da fuori) posta esattamente al centro del cimitero.
Le colline stanno finendo, ed inizia la pianura padana. 200 chilometri di piatta via Francigena prima di incontrare nuovamente i rilievi appenninici.
Il paesaggio è punteggiato di cascine ed agriturismi.
Passiamo sopra l'autostada Mi-To e sotto la linea del treno TAV. Bassa (la nostra) media (l'auto) ed alta (il treno) velocità affiancate nel giro in pochi metri.
Passiamo sopra il canale Cigliano, che decreta l'inizio delle risaie. In questo periodo sono ancora asciutte, ma il riso è già spuntato e sembra grano.
Entrata in Santhià e fine della gita.
Terzo tratto piemontese della via francigena seguendo il percorso ufficiale AEVF 'Associazione Europea delle Vie Francigene'
Ultimi chilometri tra le colline ed i boschi della Serra di Ivrea ed inizio della piatta Pianura Padana. Itinerario ben segnalato, metà su sterrate e metà su asfalto.
Lasciamo l'auto all'uscita del paese di Viverone. Passiamo sotto al castello di Roppolo, dove la Ca' dla Pulenta merita un waypoint (per la volta prossima). Dopo un bel tratto sterrato nei boschi entriamo in Cavaglià e troviamo un bar curiosamente aperto alla domenica. Ancora per poco, perchè chiude alla mezza. Il tempo di rifocillarci con qualcosa di caldo e si riparte.
Davanti all'ostello di Cavaglià ci prendono per due francigeni "originali" (e la cosa ci inorgoglisce) dicendoci che le chiavi bisogna andarle a prendere in un certo posto. Assicuriamo che siamo (strani) autoctoni in viaggio verso Santhià.
In uscita dal paese incontriamo la chiesa dal nome originale di Santa Maria di Babilone. Una bella chiesa (per lo meno da fuori) posta esattamente al centro del cimitero.
Le colline stanno finendo, ed inizia la pianura padana. 200 chilometri di piatta via Francigena prima di incontrare nuovamente i rilievi appenninici.
Il paesaggio è punteggiato di cascine ed agriturismi.
Passiamo sopra l'autostada Mi-To e sotto la linea del treno TAV. Bassa (la nostra) media (l'auto) ed alta (il treno) velocità affiancate nel giro in pochi metri.
Passiamo sopra il canale Cigliano, che decreta l'inizio delle risaie. In questo periodo sono ancora asciutte, ma il riso è già spuntato e sembra grano.
Entrata in Santhià e fine della gita.
Tags:
francigena, viverone, cavaglià, santhià
francigena, viverone, cavaglià, santhià
Comments (1)

