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Teramo

Abruzzo, Italia
 (13 votes, 13 reviews)
«L'Atene del Regno»
(Sir John Acton)

Teramo è un comune italiano di 54.973 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Abruzzo. E' situata nella parte settentrionale dell'Abruzzo, nella Val Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che digrada verso la costa con una ricca vegetazione di vigneti e oliveti.
La città sorge alla confluenza del fiume Tordino con il torrente Vezzola che cingono il suo centro storico.

STORIA
«La ruina del teatro d'Interamnia testimonia romanamente l'antica grandezza»
(Gabriele D'Annunzio)

La città, popolata da tempi antichissimi, era il centro principale della popolazione dei Pretuzi. In seguito venne conquistata dal console romano Manio Curio Dentato nel 290 a.C. (cinque anni dopo la battaglia di Sentino), divenendo municipio.
Prese parte attiva alla Guerra sociale (91-88 a.C.) e Silla la privò dunque dello statuto di municipio, che le fu in seguito restituito da Cesare.
Come capitale del Petrutium venne inserita nella V regio da Augusto. Sotto il dominio imperiale conobbe un periodo di grande prosperità, testimoniato dalla costruzione, sotto Adriano, di templi, terme e teatri.
Saccheggiata e rasa al suolo dai Visigoti nel 410 venne rifondata nel 568, in seguito fu conquistata dai Longobardi entrando a far parte prima del marchesato di Fermo e poi del ducato di Spoleto. Contesa fra i Normanni e i duchi di Puglia, Teramo fu quasi distrutta nel 1155 ma si risollevò nuovamente e, sotto la dominazione vescovile, godette di un periodo di relativo benessere testimoniato dall'edificazione della nuova cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo.
A partire dal 1395 subì il dominio del Ducato di Atri, da quando il Conte di S. Flaviano Antonio Acquaviva, si nominò Duca d'Atri e Signore di Teramo.
Tuttavia, una serie di eventi negativi, culminati nel terremoto del 1380, le lotte intestine fra la famiglia dei Melatini e quella dei De Valle e il brigantaggio condussero la città a un profondo declino, dal quale non si risollevò né sotto la dominazione dei signori d'Altavilla, né sotto quelle successive di francesi e spagnoli.
Entrò, già dal 1140, a far parte del Regno di Sicilia sotto Ruggero, e quindi successivamente divenne la "Porta Regni" del Regno di Napoli. Nel 1806, a seguito della divisione della Provincia di Abruzzo Ultra, divenne Capoluogo della neoistituita Provincia di Abruzzo Ultra I (L'Aquila rimase Capoluogo della Provincia di Abruzzo Ultra II). Teramo continuò ad essere Capoluogo di Provincia anche dopo che, nel 1815, il Regno di Napoli (a seguito del Congresso di Vienna), assunse il nome di Regno delle Due Sicilie. Di quest'ultimo Regno seguì le sorti fino al 1860, anno in cui le truppe piemontesi-savoiarde, attraversato il confine del fiume Tronto, penetrarono, senza dichiarazione di guerra, nel territorio del Regno e sconfissero l'Esercito Borbonico. Successivamente, nel 1861, fu proclamata la Unità d'Italia.

ORIGINE DEL NOME "TERAMO"

Ebbe probabilmente dai Fenici il nome di Petrut, con il significato di “luogo elevato circondato dalle acque”. Dalla latinizzazione di Petrut in Praetut derivò poi Praetutium e Ager Praetutianus per indicare il territorio.
I Romani la chiamarono Interamnia Urbs ("città tra i due fiumi", con riferimento al Tordino e al Vezzola), e fu detta Praetutium, o Praetutianorum o semplicemente Praetutia per distinguerla da Interamnia Nahars (Terni), Interamnia Lirinos (la scomparsa Teramo sul Liri) e Interamnia di Capitanata (l'attuale Termoli). Nella divisione amministrativa del territorio promossa da Augusto imperatore, Interamnia fu ricompresa nella “V Regio”, il Piceno.
In epoca medievale da Praetutium derivò Aprutium che fece la sua comparsa in documenti del VI secolo e che per qualche tempo, fino al secolo XII circa, avrebbe designato sia la città, il Castrum aprutiense, che il territorio circostante per estendersi quindi all'intero Abruzzo. Il nome Interamnia si trasformò invece in Interamne, Teramne e Interamnium, Teramnium per giungere infine, all'inizio del II secolo d.C., alla forma Teram
E' quindi fondata ipotesi di numerosi storici che il nome Abruzzo derivi proprio da Aprutium, anche per l'importanza che la contea omonima ebbe, attestata soprattutto nel Catalogus Baronum per l'estensione e il numero dei suffeudatari armati al servizio dei Conti de Aprutio durante il periodo normanno.
Non ha trovato credito, invece, la teoria secondo la quale il nome Teramo sarebbe derivato da Thermae, con relazione quindi alla pur accertata presenza di importanti terme in varie zone della città, e che faceva riferimento sia all'aspirazione “Theramum” riscontrabile in alcuni codici sia all'uso del dialetto locale che contrae in “Terme” la pronuncia del nome di Teramo.
Monumenti e Luoghi d'interesse principali.
- CATTEDRALE DI SAN BERARDO & SANTA MARIA ASSUNTA (XII sec.)

«La cattedrale di Teramo è una delle cose più singolari, più composite e insieme più schiette, che possegga l’arte italiana. Così com’è oggi, essa risulta dall’unione di due chiese, delle quali la più recente funge da abside alla più antica, mentre i due bracci del transetto sono ridotti l’uno a cappella, l’altro a sagrestia monumentale …
La facciata, in pietra e mattoni, è quadrata … ma il ricco portale cosmatesco e l’alta guglia gotica che lo corona slanciandosi al di sopra del cornicione, creano una dimensione nuova e rendono affatto inedita questa singolare facciata. …
L’interno è nudo e sobrio: le colonne provengono da antichi templi pagani, le volte hanno la potenza delle cose migliori del medioevo, il tabernacolo, di gusto romanico, … protegge l’opera d’arte più preziosa della chiesa: … il celebre paliotto di Nicola da Guardiagrele: … che attraverso trentacinque formelle … narra la storia della vita di Cristo»
(Mario Pomilio, La Cattedrale di Teramo)

- TEATRO ROMANO (II sec.) (e Anfiteatro romano - I sec.)

«La ruina del teatro d'Interamnia testimonia romanamente l'antica grandezza»
(Gabriele D'Annunzio)

Il teatro romano di Teramo si trova nel centro della città, nei pressi del Duomo e, caso unico al mondo, a pochi metri dall'Anfiteatro romano.
I resti si trovano a più di tre metri sotto l'attuale livello stradale e mostrano che la struttura originale poteva ospitare circa tremila spettatori sulle sue gradinate di forma semicircolare, la cavea, del diametro di 78 metri; il perimetro era costituito da venti arcate di travertino in successione, due delle quali sono ancora visibili.
Restano anche quattordici gradini in travertino che facevano parte di una delle gradinate che, attraverso i vomitoria permetteva l'uscita degli spettatori.
Il teatro romano di Teramo si può considerare quello meglio conservato rispetto agli altri teatri del Piceno anche se nel periodo medioevale fu utilizzato come cava di materiale lapideo per la costruzione di edifici vicini, in particolare il Duomo di Teramo.

- CASTELLO DELLA MONICA (con il Borgo)

Ricostruzione ottocentesca di un edificio medioevale con un piccolo borgo sottostante. Situato sul piccolo colle di San Venanzio, poco distante da Piazza Garibaldi, il Castello Della Monica (iniziato nel 1889 e terminato nel 1917) fu realizzato dall'artista teramano Gennaro Della Monica, che gli ha dato anche il nome.

- DOMUS & MOSAICO DEL LEONE (I a.C.)

Tra gli emblemi della storia archeologica teramana è da annoverare il Mosaico del Leone, rinvenuto nel 1891 durante i lavori di costruzione di Palazzo Savini in Corso Cerulli. Destinato ad arricchire il pavimento di una domus patrizia (Domus del Leone), il Mosaico del Leone è databile intorno al I secolo a.C., così come quelli, simili nella fattura, rinvenuti a Pompei e nella Villa di Adriano a Tivoli. È stato universalmente riconosciuto come uno degli esempi più alti dell'arte del mosaico.

- SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE (XII sec.)

Appena fuori le mura del centro storico di Teramo, nei pressi di Porta Reale, sorge l'antico Santuario dedicato alla Madonna delle Grazie. Fu costruito nel 1153 prendendo origine dalla Chiesa di un monastero di benedettine intitolato a Sant'Angelo delle Donne. Nel 1448 la costruzione iniziale fu ampliata per accogliere i frati minori di San Giacomo della Marca. Nell'interno vi sono affreschi di Cesare Mariani, che si raffigurò grande vecchio con barba nell'affresco del Presepio. Sull'altare maggiore vi è la Madonna col Bambino, in legno policromo, opera di Silvestro dell'Aquila.

- CHIESA DI SANT'ANNA DE'POMPETTI (es Cattedrale di Santa Maria Aprutiensis - VI sec.)

Residuo dell'antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis (VI sec.), che in parte era costruita su fondamenta di epoca romana e che fu bruciata nel 1156 dai normanni, insieme all'intera Città.
La chiesa di Sant'Anna dei Pompetti o dè Pompetti si trova nella città di Teramo, in Abruzzo, nel cuore del centro storico ed archeologico di piazza Sant' Anna. L'edificio religioso, addossato al bastione della Torre Bruciata, è molto vicino alla chiesa di Santa Caterina. Entrambe le chiese in origine facevano parte del complesso dell'Antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis ed ora appartengono alla locale parrocchia della chiesa di Sant'Antonio. La costruzione si compone di quanto è sopravvissuto ed è stato conservato del corpo di fabbrica dell'Antica cattedrale.

- CHIESA E CONVENTO DI SAN DOMENICO (XIII sec.)

La chiesa di San Domenico si trova nella città di Teramo ed apre la sua facciata lungo il corso di Porta Romana. Fu edificata, con l'annesso convento, alla fine del XIII sec. seguendo la disposizione di fondazione, redatta nell'anno 1287, dal Capitolo Provinciale dei Domenicani di Roma, da cui Teramo dipendeva.
La struttura interna della chiesa si mostra nell'allungamento di un'unica navata, coperta dal soffitto a due spioventi, e si conclude nel coro, a base quadrata, ricoperto da una volta. Le pareti sono riccamente affrescate e recentemente sono stati riportati alla luce dipinti del 1400 che rappresentano scene della vita di San Domenico. Sono presenti anche opere d'arte ed un pregevole organo.
Alla destra dell'altare maggiore, all'interno di un'edicola risalente al periodo rinascimentale, sono collocate tre statue di terracotta: una Madonna adorante con Bambino, databile nella prima metà dl XVI secolo, considerata un'opera attribuibile a Giovanni Antonio da Lucoli ed un gruppo in stucco, del XVIII secolo, eseguito da Michele Clerici, che rappresenta la famiglia di sant'Anna e san Gioacchino.
Vi è, inoltre, adiacente alla chiesa, la settecentesca Cappella del Santissimo Rosario affrescata da Gilberto Todini con stucchi del Clerici.
Negli anni '30, quando fu necessario chiudere al pubblico il Duomo in occasione dei lavori di restauro ad pristinum della Cattedrale (lavori che eliminarono le superfetazioni barocche fatte realizzare dal Vescovo De Rossi), la chiesa di San Domenico, date le sue vaste dimensioni, fu elevata al rango di Vicaria della Cattedrale e, quindi, di chiesa principale della Diocesi.

- PALAZZO DEI MELATINO (XIII sec.)

Palazzo di origine medievale risalente al XIII secolo e sito in Largo Melatini; presenta finestre tipicamente ghibelline (il partito degi antichi proprietari) con architrave e soglie sporgenti ed a guscio: quattro di queste finestre, quelle che si aprono nella fascia mediana della facciata, sono rese bifore da eleganti colonnine divisorie poggianti su basi scolpite, tre delle quali sono tortili e, di queste, due presentano un serpente con testa di donna che le avvolge. Era l'abitazione privata della storica famiglia teramana dei Melatino.

- CHIOSTRO DI SAN GIOVANNI (XIV sec.)

Edificato nel XIV secolo con l'annesso convento, è formato da un'area rettangolare porticata su tre lati, con arcate a tutto sesto sostenute da colonne a pilastri agli angoli, poggianti a loro volta su di un basso muro in pietra e mattoncini. In alcuni punti le basi sono adoperate per capitelli e i capitelli rovesciati posti come base, a conferma della notizia che si trattava di un portico trasportato da una precedente ubicazione e ricostruito da mani inesperte. Su un portico laterale c'è una fontana in pietra dentro una nicchia incorniciata da conci di pietra intagliata. Sopra le arcate del portico è notevole un elegante marcapiano in mattoncini e tortiglioni in terracotta. Presenti inoltre un portale in pietra con decorazioni che doveva immettere all'antico convento e tre stemmi in pietra sulla parete non porticata ed altri tre sul lato adiacente.
Community Trips
Maratonina Petruziana Teramo 2013
by ilparmario on May 01, 2013
Teramo, Abruzzo, Italy
5.9 miles

Reviews
riomathew
The most beautiful Place. I go there every year and i never have enough.
Visited on Apr 26, 2012

by riomathew on Feb 19, 2015
alexanderson11
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Visited on Apr 18, 2012

by alexanderson11 on Feb 17, 2015
juliusceasar
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Visited on Apr 05, 2012

by juliusceasar on Aug 28, 2014
Angella_Germain
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Visited on Jul 31, 2009

by Angella_Germain on Mar 03, 2015
asrologer
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Visited on Jun 04, 2009

by asrologer on Aug 28, 2014
pablocruz11
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Visited on May 08, 2007

by pablocruz11 on Aug 28, 2014
johnparsons
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Visited on Jul 05, 2006

by johnparsons on Aug 22, 2014
DysonSteph
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Visited on Jun 06, 2004

by DysonSteph on Jun 09, 2015
travisfranciss
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Visited on Apr 16, 2003

by travisfranciss on Oct 21, 2014
vlaimirconchesky
wonderful place. must visit again
Visited on Jul 06, 2002

by vlaimirconchesky on Aug 22, 2014
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Visited on May 07, 1999

by overthetop on Aug 22, 2014
gongoman
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marianorivera
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by marianorivera on Aug 28, 2014

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